Era finita. Dopo tre mesi di battaglie estenuanti, attacchi, infinite schermaglie, ce l’aveva fatta, il grande campo nemico era caduto. Il loro capo era stato eliminato e tutti i prigionieri avevano finalmente ritrovato la tanto agognata libertà. Ed era stato proprio lui, Jarod, a rendere ciò possibile. Aveva guidato lui i compagni attraverso la palude, dopo che il capitano li aveva traditi; passando per quella strada che tutti avevano timore di percorrere aveva sorpreso il nemico, lo aveva preso alle spalle e lo aveva sconfitto.
Avevano scalato la grande rocca ed erano passati attraverso la grotta nera e incontrando poi la palude. Un pantano tenebroso, che poteva nascondere bestie terribili e gigantesche che potevano far fuori una persona in un istante. Ma lui ed i suoi compagni erano riusciti ad attraversarla superando ogni difficoltà incontrata. Si erano fatti forza nei momenti più difficili, aiutandosi l’un l’altro se si presentava la necessità, erano uniti e nessuno di loro avrebbe mai lasciato indietro un compagno in difficoltà. E così erano passati insieme dall’ altra parte dopo di che si erano avvicinati carponi al campo nemico, strisciando nel bosco tra le spine ed il fango senza mai fermarsi fino ad arrivare al punto meno sorvegliato. Jarod e i suoi compagni si lanciarono così all’ interno del quartier generale del nemico riuscendo, scontro dopo scontro a farsi strada fino al capo.
Era finita, Jarod sapeva che era così; il comandante nemico non avrebbe potuto nulla contro di loro, erano troppi, non avrebbe mai sconfitto tre soldati armati di fucili. Jarod prese la mira ed il getto d’acqua partì all’istante colpendo suo fratello Mike proprio in faccia. Aveva vinto, adesso era lui al Re del parco di Greenville; ma ora era giunto il momento di tornare a casa, era tardi, la nonna si sarebbe arrabbiata parecchio se avesse tardato, l’indomani con l’arrivo dei genitori la vacanza in campagna sarebbe terminata.
Francesco Balestra
