La sentinella(1)

Mi sentivo un vero straccio ero ricoperto dal fango e fradicio avevo fame e freddo e oltretutto ero lontano dalla mia adorata casa cinquantamila anni-luce. Il sole che mi batteva sulla faccia di un colore strano azzurrino mai visto prima mi sembrava strano ma strana era anche la gravità che non mi faceva muovere come volevo io, ero abituato alla mia di gravità quasi assente che mi faceva muovere come se avessi la forza di dieci nemici che sto combattendo.

Mi chiedo da quando sto combattendo, come fanno queste creature a muoversi così velocemente con una gravità così maggiore, è un punto a loro favore. Si, però anche dopo decine di migliaia d’anni di guerra straziante in questo angolo di spazio non era cambiato nulla. Sempre bravi quelli dell’aviazione, erano sempre a tirare a lucido le loro astronavi e le loro armi, ma alla fine quelli che si devono sbattere siamo noi della fanteria, sempre noi a piedi a cercare di prendere là posizione e tenerla con il sangue e con l’anima a qualsiasi costo, invece loro sono la che svolazzano con le loro belle astronavi che schiacciano un tasto per combattere e senza rischiare che un colpo di fucile li trafigga, tanto loro hanno gli scudi che deflettono i colpi ma alla fine sul pianeta ci siamo noi che moriamo e loro belli sempre,è una cosa che non sopporto.

Oltretutto questo maledetto pianeta di una fottuta stella che non aveva neanche un nome finche non ci sono sbarcati sopra, sì questo pianeta che ora è diventato suolo sacro per colpa dei nemici che sono sbarcati sopra. Il nemico, l’unica altra forma di intelligenza nella Galassia…crudeli, schifosi, ripugnanti mostri.

Il primo contatto con loro c’è stato al centro della Galassia, dopo aver colonizzato lentamente qualche migliaio di pianeti, è stata subito guerra, ci hanno subito aperto il fuoco addosso senza neanche tentare una via di pace; forse si sono sentiti impauriti da noi ma per me non e cosi schifosi bastardi avevano pura della nostra invasione. E ora ci tocca e mi tocca combattere pianeta per pianeta senza tregua buttando il sangue che ormai scorre a palate.

Ero sempre stanco e affamato, bagnato come al solito ma ormai ci ero abituato a questo, ma non può al vento violento che mi prendeva la faccia e non mi faceva vedere niente. I nemici cercavano di infiltrarsi ovunque e ogni avamposto che si poteva tenera era vitale avrei preferito fare una brutta fine anzichè essere catturato da loro, si vociferava che una volta presi si veniva portati in laboratori per essere studiati io dico torturati invece, io non volevo fare quella fine e lotto sempre con i denti sino a dare il sangue.

Ero stanco ma stavo sempre allerta e composto come si addice a una sentinella come si deve anche se sentivo la mancanza della mia casa e mi chiedevo ogni giorno se avrei riportato la mia pellaccia a casa.

Eccolo il nemico quel schifoso bastardo, lo vedo ho scovato striscia come la cosa schifosa che è, ora gli sparo e lo faccio fuori, ecco quel suono che fanno quando muoiono, straziante, non riesco a sopportarlo.

Mi fa rabbrividire il verso e il suo cadavere, gli altri miei compagni ci erano abituati ma io no, sono creature troppo schifose, hanno solo due braccia e due gambe e soprattutto è orribile il colore della pelle, bianca senza squame.

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Responses

  1. sei proprio bravo è 🙂


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